Una settimana di celebrazioni, musica, preghiera e solidarietà per ricordare i 60 anni della chiesa della Beata Vergine Addolorata e rinnovare il legame della comunità con il quartiere.
Tra i tantissimi appuntamenti in calendario ricordiamo alcuni dei più significativi.
In apertura della settimana, padre Boutros Merheb è arrivato dal Libano per portare in dono alla parrocchia una reliquia del sangue di San Charbel e ha celebrato la messa solenne delle 10 di domenica 4 ottobre.
Nella ricorrenza di San Francesco d’Assisi, durante l’omelia padre Boutros ha ricordato la vita del patrono d’Italia e di come l’incontro con Gesù lo portò a lasciare una vita agiata e senza pensieri per sposare madonna povertà e vivere da vero figlio di Dio.
“Francesco è stato un uomo di armonia e di pace - ha detto - per questo la sua testimonianza è quanto mai attuale. Non possiamo essere strumenti di distruzione. Non possiamo rimanere indifferenti davanti al grido di coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della violenza e della guerra: in Terra Santa, tanto amata da san Francesco, in Libano e in tutto il Medio Oriente”.
In ricordo di un altro Francesco , il dottor Scamazzo , la sera stessa ha avuto luogo il concerto “Bach, l’eco di una vita”, voluto dalla vedova, Donata Nobili. In una chiesa gremita, alla presenza delle autorità civili e religiose, il maestro Lorenzo Zandonella ha aperto la serata eseguendo all’organo il Preludio e fuga in si minore di J.S. Bach. A seguire, il “Discanto Vocal Ensemble & Consort”, un centinaio di persone fra coristi e orchestrali guidati dal direttore Giorgio Brenna, ha magistralmente interpretato il Kyrie e il Gloria dalla messa in si minore di J. S. Bach.
Sabato 10 anche il cardinale Angelo Bagnasco , vescovo emerito di Genova e per vent’anni presidente della Conferenza episcopale italiana, è arrivato al Lazzaretto accettando di buon grado l’invito di don Michele Somaschini.
Alle 17,15 sul sagrato della chiesa ha accolto la fiaccolata votiva partita dalla chiesetta di San Rocco, poi ha celebrato la messa solenne delle 17,30 con don Michele e mons. Angelo Frigerio. Il Cardinale ha portato in dono alla comunità la benedizione papale che offre l’indulgenza plenaria, alle solite condizioni, a coloro che la ricevono.
Al termine si è intrattenuto a lungo con il sindaco Alberto Rossi , le autorità e tutti i fedeli che hanno voluto salutarlo, prima di scendere in oratorio dove ha cenato nel salone insieme a tutti i presenti.
Domenica 11 la messa delle o 10 è stata celebrata con don Michele da mons. Luca Violoni, nuovo prevosto e responsabile della comunità pastorale San Giovanni Paolo II. La celebrazione era in memoria di don Giovanni Ferrè e don Antonio Cogliati , i primi due parroci del Lazzaretto. Ad accompagnare la celebrazione i cori del Lazzaretto e don Luigi Fari di S. Ambrogio diretti da Lorenzo Zandonella con all’organo Sergio Caracciolo.
Era presente anche il coro “Il Rifugio”, fondato anch’esso 60 anni fa da don Giovanni Ferrè, che ha voluto commemorarlo con l’esecuzione di alcuni brani unitamente al Gruppo Alpini.
Al termine della messa ha avuto luogo la benedizione del nuovo campo di calcio a 5 dell’oratorio.
Alle 18 hanno avuto luogo i Vespri e la processione con la statua dell’Addolorata per le vie del quartiere, accompagnata dalla filarmonica E. Pozzoli.
A conclusione, in serata i fuochi d’artificio.
A fare da corollario agli appuntamenti religiosi, bancarelle, mostre di auto, giochi e intrattenimento per bambini, prelibatezze della cucina, ma soprattutto tante, tante persone che hanno animato gli spazi parrocchiali e che sono il vero cuore della festa.
Domenica 18 ottobre don Michele si recherà per alcuni giorni in Terra Santa e porterà ai bambini di Betlemme e di Gaza le offerte ricavate dalla vendita di dolci e biscotti fuori dalla chiesa nei giorni scorsi. Un gesto forse piccolo, ma concreto, per condividere il dono della festa anche con chi di feste purtroppo non ne ha più.