Plauso unanime del consiglio comunale al prevosto uscente

Nella serata di giovedì 3 settembre il Consiglio comunale di Seregno ha conferito a monsignor Bruno Molinari la cittadinanza onoraria. Il voto favorevole all’unanimità racconta di una comune condivisione della gratitudine per il prevosto che domenica 6 ha concluso, dopo 14 anni, il suo ministero pastorale in città.


Nella motivazione del conferimento, la città stessa esprime a don Bruno

“la più sincera riconoscenza per la dedizione, la generosità e il costante impegno profusi a favore della comunità cittadina. Nel dialogo continuo con le istituzioni, nella promozione della solidarietà, nell’attenzione alle persone più fragili e nella capacità di costruire relazioni e percorsi condivisi, egli ha lasciato un segno profondo nella vita della città”.


Sono state tante e diverse le voci dei consiglieri che sono intervenuti, di tutti gli schieramenti politici. Si è sottolineata la costante disponibilità al servizio della comunità, “la cura dedicata alla città e alle persone che la vivono”, la presenza “semplice, pronta e attenta” capace di rendere attuali e reali i valori in una stagione difficile. Non sono mancati nemmeno parecchi aneddoti personali che hanno arricchito il mosaico dei ricordi che don Bruno ha lasciato in città.


Dei quattordici anni del suo ministero a Seregno però, il tema più ricordato e apprezzato dai ritratti tratteggiati dai consiglieri, è stato senza dubbio la realizzazione della Casa della Carità, un progetto “fortemente voluto e perseguito con determinazione”. Diventata negli anni punto di riferimento per persone in situazione di fragilità, ma anche per tutti coloro che desiderano mettere a disposizione il proprio tempo al servizio degli altri, Casa della Carità è nata proprio dalla convinzione che la carità non debba limitarsi all’erogazione di servizi assistenziali. Essa è stata invece concepita come spazio condiviso e aperto, capace di riunire in un’unica struttura le numerose iniziative solidali del nostro territorio.


Anche il sindaco Alberto Rossi non ha fatto mancare il suo ringraziamento personale “per la dedizione riservata alla città durante il ministero di prevosto”. Infine, è stato lo stesso don Bruno a prendere la parola.

“Ringrazio - ha detto -  tutti gli intervenuti ma mentre sentivo tutte queste cose belle mi chiedevo ‘ma sono proprio io quello di cui stanno parlando?’. Io ho fatto quello che andava fatto, non mi sento di aver fatto chissà cosa”. 


Al momento della consegna della targa, ha chiesto di abbracciare il sindaco “il caro Alberto”, di cui, ha detto:

“Ho molto apprezzato l’attività del sindaco. Quando la sera uscivo dalla Basilica e guardavo in alto, vedevo la luce del suo ufficio accesa e pensavo: il nostro sindaco lavora”. 


La chiosa finale di don Bruno, per l’assise e per la città tutta è stato l’augurio di San Francesco:

“Pace e bene a tutti voi. Sono commosso e grato per la cittadinanza onoraria. Grazie di cuore a tutti voi”.


Samuele Tagliabue