Realizzata dall’artista Giovanni Sottile su iniziativa di Franco Cajani
Un’opera d’arte che vuole essere quasi un gesto ‘riparatorio’ di quello che considera un ‘atto sacrilego’ come il furto della parte superiore del pastorale della statua di san Giovanni Paolo II in piazza Concordia, verificatosi ad opera di ignoti lo scorso mese di agosto.
Un piatto in ceramica, sul quale campeggia una serigrafia che raffigura la facciata della Basilica San Giuseppe graffiata e macchiata, ad interpretare il titolo “Il Sacro profanato - Agosto 2025” dato dall’artista Giovanni Sottile che l’ha realizzata.
È l’iniziativa ideata e concretizzata da Franco Cajani, giornalista, poeta, critico d’arte nonchè storico e studioso in particolare delle figura del patriarca Paolo Angelo Ballerini e, ancora senza sosta, di papa Pio XI, il desiano Achille Ratti.
“Avevo designato già Giovanni Sottile a realizzare la 47ima serigrafia su ceramica per i 45 anni della collezione (1980-2025) che curo personalmente - racconta Cajani - . Quando ho saputo del trafugamento della parte superiore del pastorale della statua di San Giovanni Paolo II, ho pensato di dedicare l’opera a questo gesto empio”.
Le ceramiche, cui si riferisce Cajani, sono realizzate biennalmente sotto l’egida de “i Quaderni della Brianza” storica testata da lui diretta e voluta fortemente dal mai dimenticato presidente del Senato, Vittorino Colombo nel 1978 e che è ora di proprietà del Cisd (Centro internazionale studi e documentazione) Pio XI di Desio di cui è presidente Agostino Gavazzi.
Gli artistici manufatti vengono donati ai relatori e agli ospiti, nonchè alle autorità civili e religiose che partecipano ai convegni su “Pio XI e il suo tempo” promossi a Desio ogni due anni proprio dal Cisd.
Il prossimo si terrà il 7 febbraio e la ceramica di Sottile sarà l’omaggio di questa edizione agli oltre venti studiosi che vi prenderanno parte.
“Sottile ha magistralmente realizzato nell’autunno scorso l’opera dedicata all’atto sacrilego ingiustificabile per la Basilica Romana consacrata a San Giuseppe - riprende e spiega Cajani - in collaborazione con una azienda di Corsico che è l’unica in zona a possedere i forni per la cottura a fuoco, alimentati ad elettricità per raggiungere le temperature necessarie. La gelatina selezionata (con il procedimento serigrafico dei vari strati cromatici) viene posta sulla ceramica (nel la fattispecie un piatto della Fabbrica Lubiana, made in Polonia della misura di 30 x 30 cm), che viene sottoposta al procedimento di cottura a partire dai 900 gradi centigradi. Questa nuova esperienza ha avuto un risultato sensazionale, perchè ha sperimentato, prediligendo i toni oro+nero la tecnica serigrafica su ceramica dosando la temperatura della cottura a fuoco in forno per determinare l’intensità delle tonalità stesse”.
L’iniziativa di Cajani vuole anche stigmatizzare il fatto che spesso la sera, soprattutto nel periodo estivo, bande di ragazzi e giovani imperversano in piazza Concordia ed in particolare sotto il colonnato della Basilica lasciando rifiuti di ogni genere.
“Oltretutto - riprende lo stesso Cajani - l’atto vandalico della scorsa estate sulla statua di papa Wojtyla non è stato il primo, purtroppo. L’amico ingegner Tiziano Garzoni era già intervenuto infatti nel 2020, il 2 agosto, a riparare la parte inferiore del pastorale che già era stata oggetto, come lui stesso mi ha ricordato, di vandalismi tre anni prima”.
Nel frattempo si sta ancora lavorando alla rifusione della croce del pastorale trafugata ad agosto, grazie al calco in gesso della medesima statua opera di Antonio De Nova. L’auspicio è che la statua del papa ‘amico’ e patrono della comunità pastorale possa presto tornare alla sua integrità.