La prima festa per don Luca Violoni
Tra gli appuntamenti più sentiti e più storici celebrati il mese scorso dalla parrocchia della Basilica San Giuseppe, c’è indubbiamente la festa del Crocifisso. Secondo la tradizione, infatti, la quarta domenica di settembre è dedicata alla celebrazione del Santo Crocifisso, esposto durante l’anno all’altare dedicato, innalzato sotto la cupola durante i giorni dedicati alla novena e alle solenni liturgie della domenica.
Diversi sono stati i momenti che hanno richiamato i fedeli raccolti in preghiera ai piedi della croce lignea, esposta alla devozione popolare e che risale verosimilmente alla prima metà del Seicento. Conservata fino alla fine del Settecento nella chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano, venne traslata nell’allora chiesa Prepositurale, poi Collegiata e oggi Basilica Romana Minore dedicata a San Giuseppe.
Dopo i giorni della novena, la recita del rosario presso l’edicola del Crocifisso in piazza Prealpi e successivamente nel cortile della casa prepositurale, il centro della solennità è stata indubbiamente domenica 27 settembre.
La messa delle 10,15, levata processionalmente dalla casa prepositurale e accompagnata dalla Cappella musicale Santa Cecilia e dalla Filarmonica Ettore Pozzoli, è stata la prima celebrazione solenne presieduta dal nuovo prevosto della città, monsignor Luca Violoni, parroco della Basilica.
“Ogni domenica abbiamo motivo per ringraziare il Signore Gesù e oggi abbiamo un motivo speciale: la festa del nostro Crocifisso, la festa al modo stesso di amare di Dio. Niente di più indicato per cominciare nel nome del Padre...”.
Con semplici parole monsignore ha iniziato la celebrazione eucaristica alla quale ha presenziato anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Rossi.
Durante l’omelia don Luca ha poi sintetizzato in due punti il significato offerto dalla festa e dalla liturgia festiva.
“Gesù -ha sottolineato - unisce due significati: l’amore, ovvero i nostri legami personali, e il comandamento, la legge, qualcosa che sembra imporsi... Nel Nuovo testamento Giovanni ci ricorda che Dio è amore e ci “comanda” di vivere secondo il suo cuore. Non ci chiede di fare qualcosa che non c’entra con Lui. Ci chiede di vivere secondo il suo modo di amare, vuole farci simile a Lui, e, attingendo alla sua grazia, vuole considerarci suoi figli… Oggi, dunque, celebriamo il Crocifisso che è espressione dell’amore stesso di Dio… E noi siamo chiamati ad amarci, a scoprire i doni che Dio ha messo in ciascuno di noi e scoprire i doni degli altri per amarli… Ci sono delle forze che ci portano fuori strada: la rabbia, la gelosia, l’invidia… Nessuno di noi dice “ho sbagliato io” ma cerca sempre la colpa negli altri: è il peccato originale! Gesù ci dice “ama il prossimo”: non quello che ho scelto io, ma quello che mi ha fatto incontrare Dio. Dobbiamo diventare così umani da poter amare Dio… Allora rivolgiamoci al Crocifisso: Signore, ho queste ferite, da solo non ne vengo a capo. Sii tu la mia salvezza, il mio rifugio”.
Al termine della celebrazione eucaristica, mons. Violoni ha guidato la processione che si è svolta attorno alla Basilica, per concludersi sulla piazza Concordia con la benedizione impartita ai presenti con il Santo Crocifisso. La stessa si è ripetuta dopo la messa vespertina delle 18. Il prevosto si è quindi intrattenuto sulla piazza con i fedeli per salutarli e conoscerli di persona.
L’ultimo momento religioso è stato lunedì 28 settembre, con le celebrazioni eucaristiche d’orario in ricordo di tutti i fedeli defunti della parrocchia.
Corollario alla festa religiosa è stata come ogni anno la presenza della pesca di beneficenza e di un banco vendita di oggetti antichi, allestiti nel cortile della casa prepositurale, di bancarelle presenti in piazza Concordia, nonché di fiori, dolci e riso sotto il colonnato della Basilica, il cui ricavato è stato destinato ai missionari seregnesi.