L’omelia pronunciata durante la messa solenne in Basilica san Giuseppe
È cinquant’anni che faccio prediche… eppure vi confesso che faccio ancora fatica, anche oggi a parlare, perché sono consapevole che da qui si devono dire solo parole vere, che tocchino il cuore, che cambino la vita, che ci facciano conoscere e amare di più il Signore.
La Parola di Dio oggi ci mette semplicemente davanti il cuore della nostra fede e il motivo della nostra gioia di credenti: Dio ci ama!
Direi che si potrebbe già finire qui la predica di oggi! E qualcuno sarebbe pure contento… Ma vado avanti perché comunque l’omelia ci vuole, non troppo lunga, ma con qualche approfondimento.
“Dio ci ama” è la frase più semplice che si possa immaginare ma contiene il pensiero più vasto e più confortante che l’uomo possa concepire.
Questo amore di Dio si è rivelato a noi concretamente in una successione di gesti e di tappe che noi chiamiamo la “storia della salvezza”.
La prima tappa ci riporta a prima del tempo e della storia umana, “in principio” dice il libro della Genesi, nell’eternità stessa di Dio: Dio è amore da sempre, un amore che precede ogni altra esistenza. Dio è amore in sé, nel mistero della SS. Trinità. Ma già in questa prima tappa tutti noi eravamo compresi e contemplati dal suo amore, come creature ancora nascoste nel grembo eterno di Dio in attesa di venire alla luce.
Penso che la mia vocazione sacerdotale fosse già custodita lì.
Con parola suggestiva Geremia ha scritto “Prima che tu nascessi io ti ho scelto, ti ho costituito e consacrato”. Inconsapevolmente amati.
La seconda tappa è la creazione ricordata oggi nella I lettura.
Dio dà inizio all’avventura del mondo e della storia umana. Crea l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza. E questa espressione dice il “marchio di fabbrica”: Dio che è amore non può che creare persone capaci di amare... Questa è la sostanza di qualsiasi vocazione.
La terza tappa che porta a compimento le due precedenti si chiama Gesù Cristo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio”. Ce lo ha ripetuto il Vangelo che abbiamo appena ascoltato.
Gesù è l’amore di Dio che si è fatto carne.
In Gesù, l’amore di Dio si è adeguato alla nostra condizione umana che ha bisogno di vedere, di sentire, di toccare, di dialogare: finalmente sappiamo come ama Dio: è fedele fino alla prova suprema della vita.
Pensando ai miei cinquant’anni di sacerdozio sento la fortuna e la grazia della fedeltà di Dio che ha permesso e sostenuto la mia fedeltà.
La quarta tappa dell’amore di Dio e della storia della salvezza è quella che arriva fino ai giorni nostri e raggiunge ciascuno di noi: è lo Spirito Santo. Senza il dono dello Spirito Santo, la grande “prova d’amore” di Dio che fu Gesù Cristo sarebbe rimasta un ricordo storico sempre più sbiadito, man mano che passavano i secoli. Lo Spirito Santo invece fa di quell’amore una realtà attuale, di oggi e di sempre.
La sua presenza rende non solo amati, ma anche capaci di amare Dio e i fratelli, capaci di “corrispondere” all’amore di Dio.
Ecco, questa è la rivelazione dell’amore di Dio per l’umanità, il suo lento dispiegarsi nella storia, fino all’oggi della Chiesa, fino qui e adesso.
E noi che cosa possiamo rispondere?
Con l’apostolo Giovanni possiamo dire: “abbiamo creduto all’amore che Dio ha per noi”.
Io cosa posso rispondere dopo 50 anni di sacerdozio?
- ho creduto fermamente all’amore che Dio ha avuto per me
- ho colto ogni giorno nella Messa (24.563!) il frutto dell’albero della vita, per me e per la gente che mi è stata affidata (ad Albiate, a Bovisio Masciago, a Lecco, a Seregno)
- ho visto in azione la forza e l’abbondanza della Grazia di cui parla S. Paolo nella II lettura
Per questa grazia noi possiamo dire: “Dio ci ama e noi crediamo nell’amore, nonostante tutto!” (quanto possiamo mettere in questo “nonostante”!…)
In questo amore nessuno e nulla va perso, ma tutto concorre a costruire e riscostruire sempre la “magnifica humanitas”.
In questo amore 50 anni fa in 48 abbiamo detto “sì”, in questo amore ieri 12 giovani hanno detto “sì”. In questo amore tutti voi nella vostra vita avete detto o direte il vostro “sì”.
E allora che dire? Semplicemente “grazie”! Così sia.