Domenica delle Palme

Vangelo secondo Giovanni (12, 12-16)
In quel tempo. La grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!». Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: «Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto su un puledro d’asina». I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte.


«Venite, e saliamo insieme sul monte degli Ulivi, e andiamo incontro a Cristo che oggi ritorna da Betania e si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione, per compiere il mistero della nostra salvezza. Viene di sua spontanea volontà verso Gerusalemme. È disceso dal cielo, per farci salire con sé lassù “al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare” (Ef 1, 21).  Venne non per conquistare la gloria, non nello sfarzo e in forma spettacolare: “Non contenderà”, dice, “né griderà, né si udrà la sua voce” (Mt 12, 19). Sarà mansueto e umile, ed entrerà con un vestito dimesso e in condizione di povertà. 

Corriamo anche noi insieme a colui che si affretta verso la passione, e imitiamo coloro che gli andarono incontro. Non per stendere davanti al suo cammino rami d’olivo o di palme, tappeti o altre cose del genere, ma come per stendere in umile prostrazione e in profonda adorazione dinanzi ai suoi piedi le nostre persone.

Accogliamo così il Verbo di Dio che si avanza e riceviamo in noi stessi quel Dio che nessun luogo può contenere. Egli, che è la mansuetudine stessa, gode di venire a noi mansueto. Sale, per così dire, sopra il crepuscolo del nostro orgoglio, o meglio entra nell’ombra della nostra infinita bassezza, si fa nostro intimo, diventa uno di noi per sollevarci e ricondurci a sé. Egli salì verso oriente sopra i cieli dei cieli, cioè al culmine della gloria e del suo trionfo divino, come principio e anticipazione della nostra condizione futura.

Tuttavia non abbandona il genere umano perché lo ama, perché vuole sublimare con sé la natura dell’uomo, innalzandola dalle bassezze della terra verso la gloria. Stendiamo, dunque, umilmente innanzi a Cristo noi stessi, piuttosto che le tuniche o i rami inanimati e le verdi fronde che rallegrano gli occhi solo per poche ore e sono destinate a perdere, con la linfa, anche il loro verde.

Stendiamo noi stessi rivestiti della sua grazia, o meglio, di lui stesso, poiché “quanti siamo stati battezzati in Cristo, ci siamo rivestiti di Cristo” (Gal 3, 27) e prostriamoci ai suoi piedi come tuniche distese.

Per il peccato eravamo rossi come scarlatto; in virtù del lavacro battesimale della salvezza, siamo arrivati al candore della lana per poter offrire al vincitore della morte non più semplici rami di palma, ma trofei di vittoria.

Agitando i rami spirituali dell’anima, anche noi ogni giorno, assieme ai fanciulli, acclamiamo santamente: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele”».

Sant’Andrea di Creta (Damasco 660 - Militene 740)


AVVISI NELLA COMUNITÀ PASTORALE

  • Sabato 28 marzo nella liturgia ambrosiana è la “Traditio Symboli”. Nel Duomo di Milano l’Arcivescovo incontra i giovani della Diocesi e i catecumeni adulti che riceveranno i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana nella Veglia pasquale. 
  • Oggi, domenica 29 marzo, nel pomeriggio allo Stadio Meazza l’Arcivescovo di Milano presiede l’incontro diocesano dei Cresimandi con i loro genitori, padrini e madrine, catechiste ed educatori. Partecipano anche 570 seregnesi.
  • Giovedì 2 aprile alle 9.15 in Duomo a Milano l’Arcivescovo presiede la Messa Crismale durante la quale vengono consacrati gli Oli Santi che serviranno nelle parrocchie per i Sacramenti del Battesimo, della Cresima e della Unzione degli infermi.
  • In unione alla Passione del Signore il Venerdì Santo è giorno di magro (le persone sopra i 14 anni si astengano dal mangiare carne o cibi ricercati e costosi) e giorno di digiuno (le persone dai 18 ai 60 anni riducano il cibo da assumere durante la giornata). 
  • Le offerte durante le celebrazioni del Giovedì Santo sono destinate alla Diocesi per l’aiuto ai Sacerdoti anziani; quelle del Venerdì Santo sono per le Chiese di Terrasanta.
  • Si conclude a Pasqua la raccolta caritativa quaresimale 2026 a favore dell’Operazione Mato Grosso che opera nell’Oratorio di Palmeiropolis in Brasile. In ogni parrocchia c’è una cassetta dove deporre l’offerta.
  • La sera di giovedì 14 maggio ci sarà il tradizionale pellegrinaggio cittadino al Santuario della Madonna di Caravaggio. Sono già aperte le iscrizioni.


LE RICONCILIAZIONI IN VISTA DELLA SANTA PASQUA

  • Da sabato 28 marzo a sabato 4 aprile in Basilica possibilità di Confessione per tutti
  • Domenica 29 marzo alle 18.30 a S. Rocco Confessioni per adolescenti e giovani
  • Lunedì 30 marzo dalle 20.30 in Basilica e a S. Carlo possibilità di Confessione
  • Martedì 31 marzo dalle 20.30 a S. Valeria e S. Ambrogio possibilità di Confessione
  • Mercoledì 1 aprile dalle 20.30 al Ceredo possibilità di Confessione.
  • Ricordiamo inoltre la possibilità di Confessione al Don Orione e in Abbazia.

Nei “precetti della Chiesa” si dice che occorre “confessare i propri peccati, ricevendo il Sacramento della Riconciliazione almeno una volta all'anno” e occorre “accostarsi al sacramento dell’Eucaristia almeno a Pasqua”. 


APOSTOLATO DELLA PREGHIERA DI APRILE 2026

Intenzioni del Papa
“Preghiamo per i sacerdoti che stanno affrontando momenti di crisi nella loro vocazione, perché trovino l’accompagnamento di cui hanno bisogno e perché le comunità li sostengano con comprensione e preghiera”. 

 

Intenzione dei Vescovi
“Ti preghiamo, Signore, affinché la Chiesa seguendo il tuo esempio, non tema di essere nel mondo segno di contraddizione e via verso la Risurrezione”.


Intenzione per il Clero
“Cuore di Gesù, rivesti di misericordia i presbiteri perché prendano su di sé le debolezze del gregge e le pongano, insieme alle proprie, nelle tue mani”.