La Basilica celebra il suo patrono con due messe solenni e la presenza di sacerdoti originari della città che ricordano importanti anniversari di ordinazione.

Tra le feste più significative dell’anno liturgico, un posto privilegiato lo occupa la memoria di san Giuseppe e un ruolo di prim’ordine lo ricopre nella nostra comunità, quale patrono della Basilica. 


Diversi dottori e padri della Chiesa ebbero a scrivere sulla figura del “padre putativo di Gesù”. Giuseppe, uomo giusto che protegge Maria e Gesù da ogni avversità, a cominciare dalla grotta in cui nasce il Redentore. Sposo dedito, insieme a Maria, alla crescita umana del Figlio di Dio, Giuseppe compie il suo compito nel nascondimento e nella fedeltà.


La devozione a san Giuseppe crebbe nei secoli e addirittura si ha notizia di un santuario a Cotignac, in Provenza, dove apparve ad un giovane pastore. Molte tradizioni sono legate al nostro Santo, sia in Italia che nel mondo, e culminano nella festa a lui dedicata, il 19 marzo, e i primi a celebrarla furono i monaci benedettini nel 1030, fino ad essere promossa dai papi Sisto IV e Pio V, infine resa obbligatoria nel 1621 da Gregorio XV.


In occasione della patronale, come è consuetudine, in Basilica San Giuseppe verranno invitati a celebrare sia nel giorno della memoria liturgica (19 marzo) sia nella domenica di festa sacerdoti nativi che ricordano i loro anniversari ‘importanti’ di ordinazione sacerdotale. 


Quest’anno la messa solenne delle 18 di giovedì 19 vedrà il ritorno in città di don Giorgio Salati che ricorderà con i confratelli i suoi 40 anni di sacerdozio. Don Giorgio, 63 anni, prete dal 1986, è attualmente ‘fidei donum’ presso la parrocchia ‘La Resurrezione’ di Grottarossa a Rimini, guidata per decenni da don Oreste Benzi, fondatore della comunità papa Giovanni XXIII, a cui il sacerdote seregnese ha aderito dal 1999 quand’era vicario al Giambellino di Milano. A Rimini è arrivato nel settembre dello scorso anno da Cologno Monzese dove era parroco dal 2017. 


Domenica 22 la messa solenne delle 10,15 vedrà all’altare don Adelio Molteni, 68 anni, prete da 45 anni, dallo scorso settembre parroco della comunità pastorale SS. Nome di Maria di Barzanò (con le parrocchie di Cremella e Sirtori). Don Adelio vi è giunto da Carnate dove da nove anni guidava la comunità pastorale comprendente anche Usmate Velate e Ronco Briantino.


“Si tratta di una consuetudine che da anni costituisce una bella e attesa occasione – commenta mons. Bruno Molinari - per incontrare sacerdoti che festeggiano anniversari significativi, o che attualmente prestano in città il loro ministero o, ancora, che per tanti anni hanno contribuito alla crescita spirituale della nostra comunità e che con Seregno hanno mantenuto un affettuoso legame”.