In Basilica San Giuseppe ha ricordato il suo anniversario di ordinazione
Il 12 maggio 1999 don Oreste Benzi venne a Milano alle Paoline a presentare il suo libro “Prostitute”. L’ho aspettato fuori da questo negozietto delle Paoline, dove un po’ di persone lo ascoltavano, e quando è uscito mi ha salutato come se mi conoscesse da sempre. Mi ha abbracciato: “Fratellino!”. Abbiamo camminato fuori da questo negozio in zona San Siro, cinque minuti, ci siamo scambiati qualche parola, e ci siamo dati appuntamento a fine mese.
Intanto ho preso contatto con la Papa Giovanni, zona di Crema, con l’allora responsabile Primo Lazzari. Con lui ho impiegato l’estate a conoscere la comunità attraverso tre esperienze. La prima a San Marino, nella casa di preghiera, dove c’era Grazia Isaia con Nicola. Poi una decina di giorni nella numerosa casa famiglia di Primo. Ed infine un campo di condivisione con persone con disabilità insieme ai giovani delle zone di Crema, Padova e Vicenza…”
È don Giorgio Salati, nato a Como il 21 marzo 1962 ma cresciuto a Seregno, che con queste parole ci parla della sua attuale responsabilità pastorale, qualche giorno prima di tornare in città, lo scorso 19 marzo in Basilica per la festa di san Giuseppe, per un appuntamento significativo del suo cammino sacerdotale: quarant’anni da quella mattina del giugno 1986 quando, in Duomo a Milano veniva ordinato sacerdote, insieme ad un folto gruppo di compagni di seminario, per le mani dell’allora arcivescovo, il cardinal Carlo Maria Martini.
Da quel giorno diverse sono state le comunità che hanno visto don Giorgio operare attivamente tra giovani e non.
Dal 1986 al 1993, infatti, è stato a San Giuliano Milanese e, successivamente a Cerro Maggiore. Dopo solo tre anni, nel 1996 viene destinato alla parrocchia milanese del Santo Curato d’Ars, nel quartiere del Giambellino. Torna in Brianza, a Dolzago, nel 2005 e nel 2011 è nominato responsabile della comunità pastorale San Giovanni Paolo II di Dolzago e Castello Brianza
Dopo sei anni, nel 2017, lo accoglie la parrocchia di San Giuliano in Cologno Monzese, dove rimane fino alla scelta decisiva legata all’episodio citato in apertura dell’articolo.
Nel 2025, infatti, la fermata del suo percorso sacerdotale è niente meno che a Rimini, in periferia, nella comunità La Resurrezione situata in località Grotta Rossa.
“Finalmente ho trovato quel che cercavo…” così don Giorgio parla della sua recente esperienza che raccoglie l’eredità grande del suo famoso predecessore, don Oreste Benzi. Al carismatico fondatore nel 1968 della comunità Papa Giovanni XXIII che dai disabili si è via via occupato di case famiglia, tossicodipendenza, affido familiare, obiezione di coscienza, prostituzione, senza dimora, nomadi, don Giorgio è rimasto sempre legato.
“Il 3 settembre 2000 – continua don Giorgio per spiegare il percorso che dalla diocesi ambrosiana l’ha portato fino a Rimini - eravamo in Piazza San Pietro per la beatificazione di Giovanni XXIII e chiesi in quell’occasione a don Oreste di darmi la conferma, scavalcando un po’ il rituale. Lui mi diede la sua benedizione, e tra le varie cose mi disse: “Farai il giro del mondo”. Io non capivo, fare il giro del mondo cosa vuol dire? Forse sono state le quattro sotto il sole, due ore di attesa, poi due ore di messa; invece, tornando a casa, Primo Lazzari mi disse: “Dai, vieni con me in Brasile a novembre”. Ah, ecco cosa voleva dire! Da allora ho cominciato a visitare le realtà della Comunità sparse nel mondo, nel 2000 Bolivia e Cile, 2001 Zambia e Kenia, 2002 Venezuela e Brasile e così via fino a girare ancora... L’ultimo viaggio che ho fatto, quando don Oreste era ancora presente, è stato a fine ottobre del 2007 in Sri Lanka e Bangladesh. Tornai il 28 ottobre e mi dissi che fra qualche giorno sarei andato a riferire a don Oreste. Ma lui è tornato nell’abbraccio del Padre…”
I contatti con la comunità di don Benzi sono però continuati fino a quando l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, gli ha dato il via libera, come sacerdote ‘fidei donum’ per Rimini, dove il 19 ottobre 2025 fa l’ingresso ufficiale nella parrocchia che fu di don Benzi, dove il Signore della Vigna alla fine l’ha voluto a lavorare!