Dal 26 ottobre l’accoglienza notturna invernale per persone senza dimora
Non è certo senza un po’ di emozione che due settimane dopo la sua partenza per Varese, il prevosto emerito mons. Bruno Molinari è tornato domenica 20 settembre in città e segnatamente in quella Casa della Carità che è stato il suo ‘sogno’ maturato sin dal suo arrivo a Seregno nel 2012 e diventato alfine ‘segno’ nel 2021.
Don Bruno, come è stato per tutti questi anni per quanti lo hanno affiancato nelle tante realtà della comunità pastorale, è stato infatti il personaggio dell’anno della ormai consueta festa della Casa della Carità, celebrata a ridosso della memoria liturgica di san Vincenzo de’ Paoli, fondatore delle Figlie della Carità, le religiose che dal 1930 sono presenti nella struttura di via Alfieri, l’istituto Pozzi.
Molinari ha così celebrato anzitutto la messa nella chiesa dell’istituto, dopodichè nel salone polivalente è iniziata, alla presenza del sindaco Alberto Rossi, accompagnato dal vice William Viganò e dagli assessori Laura Capelli ed Elena Galbiati, la cerimonia di consegna del premio Casa della Carità, istituito sin dall’avvio dell’attività e quindi giunto alla sesta edizione, quale rinoscimento a “persone, associazioni e gruppi che abbiano testimoniato con la loro attività, l’accoglienza, l’ascolto e l’aiuto a quanti si trovano in condizioni di difficoltà, fragilità, povertà”.
Luigi Losa a nome del direttivo ha quindi ripercorso le tappe che hanno portato alla realizzazione della Casa della Carità, proprio grazie all’impulso di don Bruno Molinari a cui il premio è stato assegnato con questa motivazione: “Prevosto emerito e cittadino onorario di Seregno fin dal suo arrivo in città nel 2012 ha operato affinchè con la costituzione della Comunità pastorale San Giovanni Paolo II si realizzasse la ‘Casa della Carità’.
Un luogo dove ogni persona possa essere accolta, aiutata e sostenuta a partire dalla sua dignità umana. Grazie a lui dal 2021 ‘il sogno è diventato segno’. Con infinita gratitudine e riconoscenza”.
La consegna del riconoscimento, un’icona del Buon Pastore realizzata da un monaco ortodosso greco, da parte del direttore Gabriele Moretto, è stata salutata da un caloroso applauso dei numerosi presenti, soprattutto volontari della struttura.
Don Bruno ha ringraziato sottolineando che questa realtà “è la cosa più bella che mi è capitata da prevosto”, aggiungendo che “i disegni della Provvidenza sono imprevedibili perchè mentre si cercava una struttura per riunire le tante attività caritative esistenti e altre da avviare, l’allora superiora dell’istituto Pozzi, suor Maria Grazia Tirelli, aveva ottenuto dalla casa madre l’autorizzazione a concedere in comodato l’intero edificio dell’originario convitto Pozzi per far nascere la Casa della Carità”.
Successivamente è iniziata la festa negli spazi esterni, con al centro la ‘risottata no stop’ guidata dall’instancabile Lele Duse con gli amici dell’associazione ‘Tidounamano’ di Monza e con i volontari di Casa della Carità a cucinare e servire ai tavoli. Quest’anno è stato ampiamente superato il record dei mille risotti, in quattro specialità, serviti sino a tarda sera.
Grande successo anche per il torneo di burraco organizzato con gli amici della Pro Loco Viviamo Lesmo, il cui ricavato al pari di tutte le iniziative della giornata (oltre 12mila euro) è andato a sostenere le attività della struttura, in primis la mensa solidale aperta tutti i giorni senza interruzione da più di cinque anni con oltre 40mila pasti serviti.
La festa è stata preceduta dal sempre suggestivo concerto del coro Siyaya nella serata di venerdì e in precedenza dal primo incontro, molto partecipato, del nuovo prevosto don Luca Violoni con i volontari di Casa della Carità.
Per la struttura di via Alfieri si avvicina ora l’inizio di una delle sue attività più impegnative: l’apertura a partire da lunedì 26 ottobre e sino al mese di aprile del prossimo anno, del servizio di accoglienza notturna invernale per persone senza dimora.
Come sempre saranno messi a disposizione 24 posti letto, di cui quattro per donne, a partire dalle 18,30 sino alle 8 del mattino, con cena, colazione, servizio doccia e lavanderia di biancheria e indumenti. Il tutto con l’assistenza di un custode notturno e con l’accompagnamento di un’equipe di volontari che si alterneranno a turno. Proseguirà in parallelo anche l’attività del centro diurno curata da un educatore professionale.
Il cosiddetto ‘piano freddo’ è giunto ormai alla sua nona edizione a partire dall’inverno del 2017 quando su input di alcuni volontari, di Caritas e Centro di ascolto venne avviato presso l’opera don Orione in via Verdi per poi trasferirsi dal 2021 a Casa della Carità.
A sostegno delle attività di Casa della Carità la compagnia amatoriale “I... per caso” proporrà lo spettacolo teatrale “Sano da morire” domenica 15 novembre alle 21 a l’Auditorium di piazza Risorgimento.