L’opera proviene dal santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno
Un “Inaspettato dono”, fatto di bellezza e devozione: anche in questo Natale ritroviamo la proposta con cui l’amministrazione comunale offre a tutti la possibilità di un incontro da vicino con l’arte.
Quest’anno l’ospite d’eccellenza è una coppia di pregevoli dipinti di Camillo Procaccini, pittore di origini emiliane trapiantato in Lombardia sul finire del XVI secolo. Le opere, databili intorno al 1595, provengono dalla collezione del santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno, luogo ricchissimo di storia e bellezza grazie agli interventi decorativi di artisti come Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari.
Le due tele a olio, che come di consueto saranno esposte presso la sala Crippa di Palazzo Landriani Caponaghi, raffigurano l’Annunciazione alla Vergine Maria. Pensate come parte di un progetto unitario, le due opere sono in stretto dialogo: da una parte l’arcangelo Gabriele, con una nuvola sotto i piedi, stringe nella mano destra un giglio bianco che allunga verso la Vergine; dall’altra Maria, inginocchiata e con il capo chino sopra al quale svetta la colomba dello Spirito Santo.
Collocati su supporti separati e speculari che un tempo si trovavano ai lati dell’altare della Traslazione, poi perduto, i due dipinti trovano la loro unità grazie alla luce che si irradia dal corpo candido della colomba e travalica le cornici.
La scelta espositiva vuole quindi provare a rievocare la disposizione originaria, per sottolineare come la scelta architettonica e liturgica si sia tradotta in una composizione di particolare eleganza: le due figure slanciate, i panneggi costruiti dal chiaroscuro e i gesti composti contribuiscono ciascuno a suo modo a realizzare una particolare tensione verticale che cattura lo sguardo. Ma è soprattutto nei dettagli, come la colomba dello Spirito Santo, che si rivela la qualità pittorica di Camillo Procaccini.
Ad affiancare le due tele vi sono anche due stampe con l’Adorazione dei Magi e la Presentazione di Gesù al Tempio, ispirate alle pitture con cui Bernardino Luini decora la zona del presbiterio intorno al 1525. Una scelta che permette non solo di ricostruire al meglio il contesto del Santuario saronnese ma arricchire la riflessione personale davanti al mistero dell’Incarnazione.
“In questi giorni che ci apprestiamo a vivere, in cui i preparativi e l’attesa costituiscono la materia del nostro quotidiano - commenta l’assessore Federica Perelli - l’invito è quello di sfuggire alla frenesia per regalarsi una pausa ristoratrice e godere della bellezza che l’arte emana. In fondo anche questa mostra è un dono, il dono di un nuovo cammino di amicizia con il museo del santuario di Saronno, che ha generosamente permesso questo allestimento”.
La mostra, proposta dal Comune di Seregno in collaborazione con la Biblioteca Capitolare “Paolo Angelo Ballerini” e con il sostegno di Gelsia, rimarrà visitabile con ingresso gratuito fino al 15 febbraio prossimo, da lunedì a venerdì solo nel pomeriggio dalle 16 alle 19, mentre il sabato e la domenica si potrà visitare anche la mattina dalle 9 alle 12.