Si è spenta all’età di 90 anni il 14 aprile scorso nella casa madre di Firenze
Anche il gruppo delle suore brianzole dell’ordine religioso delle “Stabilite nella Carità” di Firenze, si è ulteriormente assottigliato con la scomparsa di suor Marcella di Gesù al Calvario, al secolo Rosangela Giovenzana.
Suor Rosangela Giovenzana, 90 anni è deceduta, per malattia, nella casa madre di Firenze martedì 14 aprile; la liturgia di suffragio è stata celebrata venerdì 17 e lo stesso giorno, nel pomeriggio, la salma è stata trasferita in città trovando sepoltura nel camposanto maggiore di via Reggio.
Nata a Seregno il 17 ottobre 1935 da Carolina Minotti e Paolo Giovenzana, ultima di sei figli, di cui due maschi e quattro femmine, dopo gli obblighi scolastici, fino a 19 anni era rimasta alle dipendenze del maglificio Scuri di via Dante.
Residente in zona Vignoli, mentre il papà Paolo era sacrista al santuario omonimo, frequentava costantemente con mamma Carolina l’abbazia benedettina, dove aveva conosciuto il monaco dom Damiano Maria Romani, che è stato un padre spirituale e una guida molto attiva per un serio e genuino cammino di discernimento vocazionale e per un’autentica maturazione nella fede di molte giovani seregnesi che hanno poi abbracciato l’ordine delle “Stabilite nella Carità” di Firenze.
Rosangela Giovenzana entrava in convento a Monticelli il 17 novembre 1954, vestiva l’abito religioso il 24 aprile 1955, emettendo la prima professione religiosa il 29 settembre 1957, mente la sua donazione definitiva, con i voti perpetui, era del 30 settembre 1962.
Per suor Marcella sono stati 69 anni di vita religiosa interamente dedicati all’educazione della gioventù in Toscana.
Varie sono le comunità religiose nelle quali ha prestato il suo servizio. Dal 1954 al ’59 è stata in casa madre, studiando prima del trasferimento nella comunità di Molin del Piano, dove ha operato sia nella scuola materna che per i doposcuola.
Nel 1966 l’obbedienza la portava alla casa di Galciana in provincia di Prato, ma nel 1969 tornava a Monticelli e l’anno successivo a Tosi, vicino a Vallombrosa, per poi passare a Vitolini dove è rimasta fino al 1982, anno in cui riprendeva gli studi per conseguire la maturità magistrale che le permetteva di insegnare nelle scuole primarie di Monticelli.
Le comunità che l’hanno vista attiva sono state diverse, fra queste anche quella di San Michele Agliana. Nel luglio del 2017 veniva richiamata alla casa madre mettendo al servizio delle consorelle e della comunità le sue notevoli doti e capacità.
Ha collaborato con l’ufficio missionario diocesano, fornendo un notevole supporto con iniziative e materiali vari anche per le consorelle in Brasile a Salvador de Bahia.
Nel settembre 2017 durante un breve ritorno in città a casa della sorella Emiliana avrebbe voluto festeggiare i 60 anni di professione religiosa ma aveva preferito unirsi ad altre sue consorelle in una festa comune qualche mese addietro.
Suor Marcella dal carattere molto disponibile, era un tipo dinamico, dalla battuta pronta e sempre molto attenta alla tecnologia che avanzava.
Le suore “Stabilite nella Carità” sono un istituto di diritto pontificio che risale al 1589, e che in epoche successive è entrato a far parte della grande famiglia benedettina, aggregate con decreto dal 13 novembre 1949 ai monaci “bianchi” di Santa Maria di Monte Oliveto, su espresso desiderio della madre generale suor Angelica Iacomelli, per favorire il rinnovamento spirituale dell’istituto.
La comunione con i monaci aveva fatto maturare all’interno l’esigenza di rivedere le costituzioni del 1928, alla cui redazione aveva pensato l’abate Gregorio Palmerini per poi essere lette, discusse e accettate da tutte le suore e quindi ratificate il 23 maggio 1951.