Due sorelle a Betània, una perdita che sconvolge, una domanda radicale: di che cosa c’è davvero bisogno per vivere?
Due sorelle. Una casa a Betània. Una domanda che non concede tregua: di che cosa c’è davvero bisogno per vivere?
“Marta e Maria. Due volte il mio nome” andrà in scena sabato 21 marzo 2026 alle ore 21.00 presso l’Auditorium di Piazza Risorgimento a Seregno, proponendo al pubblico un confronto serrato tra due figure archetipiche e complementari. Marta, custode concreta delle cose e dell’ordine, incarna la responsabilità, il fare, il peso quotidiano della cura. Maria, inquieta e radicale, è assetata di assoluto, protesa verso un amore che non si lascia contenere nelle regole del mondo.
La drammaturgia intreccia dialoghi incalzanti, momenti lirici e improvvise aperture comiche, costruendo una tensione continua tra ciò che si vede e ciò che si crede. Al centro, l’evento che spezza ogni equilibrio: la morte di Lazzaro. Un lutto che incrina la fiducia, mette a nudo le gelosie, smaschera i sensi di colpa e costringe entrambe a fare i conti con un silenzio divino che sembra un crollo.
Il testo non si limita alla rievocazione evangelica, ma scava nella psicologia delle protagoniste. I giochi di ruolo tra le due sorelle diventano uno spazio di rivelazione: accuse reciproche, desideri inespressi, bisogno di riconoscimento. Il conflitto non è solo teologico, ma esistenziale. Marta e Maria non discutono soltanto di fede; discutono di giustizia, di amore, di priorità, di senso.
Il culmine arriva nel confronto con il Sinedrio: un giudizio che le vede colpevoli non per un’azione, ma per una testimonianza. Hanno detto ciò che hanno visto. E questo basta a renderle scomode.
Attraverso una regia essenziale e un impianto scenico che valorizza il corpo e la parola, lo spettacolo restituisce tutta l’attualità di una domanda antica: è più necessario agire o contemplare? Servire o amare? Restare o esporsi?
La produzione de Il Sugo Teatro propone così un’esperienza teatrale che unisce profondità teologica e intensità emotiva, capace di parlare tanto a chi conosce il testo biblico quanto a chi vi si accosta per la prima volta.