Nel 2025 sono stati 17 i missionari uccisi nel mondo a causa della loro testimonianza cristiana.
Ogni anno la Chiesa ricorda con gratitudine e commozione i missionari che hanno perso la vita mentre annunciavano il Vangelo e servivano le comunità più fragili del mondo. Anche nel 2025 questa testimonianza è stata segnata dal sacrificio di uomini e donne che hanno vissuto fino in fondo la loro vocazione missionaria.
Sono 17 i missionari uccisi nel mondo nel corso dell’anno 2025, persone che hanno scelto di vivere accanto ai più poveri e di portare il messaggio del Vangelo anche in contesti difficili, segnati da violenze, persecuzioni e tensioni sociali.
La comunità pastorale invita a fare memoria dei loro nomi, perché la Chiesa non dimentica chi ha donato la propria vita per Cristo e per i fratelli. Tra loro ci sono sacerdoti, religiosi e laici provenienti da diversi Paesi:
- Mathias Zongo e Christian Tientga (Burkina Faso),
- Grzegorz Dymek (Polonia),
- don Donald Martin (Myanmar),
- Andrew Peter (Nigeria),
- padre Sylvester Okechukwu (Nigeria),
- Evanette Onezaire e Jeanne Voltaire (Haiti),
- Arul Carasala (India),
- Alloyce Cheruiyot Bett (Kenya),
- Kakbiken Luka Jomo (Sudan),
- Godfrey Chukwuma Oparaekwe (Nigeria),
- Ukbala Emmanuel Alabi (Nigeria),
- Auchi Augustin Dauda Amadu (Sierra Leone),
- Matthew Eya (Nigeria),
- Bertoldo Pantaleón Estrada (Messico),
- Mark Christian Malaca (Filippine).
Ricordare questi missionari significa riconoscere la forza della fede che li ha spinti a rimanere accanto alle persone affidate alla loro cura, spesso in situazioni di grande rischio. La loro testimonianza richiama tutta la Chiesa a rinnovare l’impegno nella solidarietà, nella giustizia e nell’annuncio del Vangelo.
La preghiera diventa allora il modo più autentico per custodire la loro memoria: affidare al Signore questi fratelli e sorelle e chiedere la grazia di essere, anche nelle nostre comunità, testimoni credibili del Vangelo, capaci di vivere la fede con coraggio e generosità.