A seguito del trafugamento avvenuto nell’agosto dello scorso anno

E’ ritornata completa del pastorale la statua in bronzo di san Giovanni Paolo II, patrono della comunità pastorale cittadina, posta su un piedistallo ad un  lato della basilica san Giuseppe in piazza Concordia. 


Lo scorso sabato 28 marzo,  a un dipresso dall’anniversario della scomparsa avvenuta il 2 aprile del 2005, poco dopo le 8 del mattino,  le maestranze della Fonderia Cubro di Novate Milanese, hanno riposizionato il pastorale con la croce sulla statua del Pontefice, la cui scomparsa era stata notata, da attenti osservatori,  dopo il 19 agosto scorso, e segnalata con denuncia al comando dei carabinieri di piazza Prealpi. 


Il 26 agosto, dal canto loro, gli agenti della Polizia locale  avevano controllato le registrazioni delle telecamere della piazza riavvolgendo i nastri non trovando però nulla. O meglio, accertavano che la croce mancava almeno dal 19 agosto, e non era stato  possibile visionare le immagini precedenti in quanto vengono automaticamente eliminate dopo sette giorni dalla registrazione, come previsto dalla legge sulla privacy. 


L’accaduto aveva fatto riflettere, anche se  ognuno aveva espresso una propria  lettura  e punto di vista. Il quotidiano “Il Foglio”, che aveva riportato la notizia, era arrivato a scrivere che si trattava di un segno che certificava “che in Occidente il cristianesimo è diventato un’inutile suppellettile, un accessorio di cui non ci si accorge né se c’è, né se non c’è”. 


Qualche altro lo aveva letto come un vile atto di sabotaggio perché la croce, oggi, dà fastidio, richiamando l’infinito dibattito sulla presenza del crocifisso nei luoghi pubblici.


Ad evidenziare lo sfregio compiuto, Franco Cajani, critico d’arte, ricercatore e studioso di figure storiche locali (dal patriarca Ballerini al desiano papa Pio XI) aveva commissionato all’artista Giovanni Sottile una serigrafia su ceramica dall’emblematico titolo “Il Sacro profanato”.


A monsignor Bruno Molinari, responsabile della comunità pastorale, che a quel tempo non aveva  nascosto la sua amarezza e  il dispiacere per lo sfregio ad un simbolo dell’amicizia della città con san Giovanni Paolo II, è tornato il sorriso sulle labbra. 


L’opera era stata eseguita dallo scultore concittadino Antonio De Nova in occasione della storica visita in città di papa Wojtyla il 21 maggio 1983. L’artista De Nova aveva conservato il calco in gesso della statua, esposto nel santuario di Santa Valeria, che ha permesso di riprendere il manufatto originale e rifondere il pastorale trafugato. 


Paolo Volonterio