Un cammino condiviso di conversione

Inizia domenica 22 febbraio la Quaresima che, a parer mio, a differenza dell’Avvento, condizionato dal consumismo che ormai caratterizza, anche pesantemente, il Natale e le feste a ridosso, è un periodo che richiama ad interrogarsi sulla dimensione spirituale di ciascuno.

La Chiesa pone sempre al centro il tema della ‘conversione’ ovvero l’invito a considerare con attenzione il proprio rapporto con la fede e la sua incarnazione, o anche più semplicemente il modo di viverla nella quotidianità e nelle relazioni con gli altri e in tutte le situazioni abituali o ordinarie che siano.

Papa Leone XIV in quello che è il suo primo messaggio per la Quaresima, che riportiamo integralmente giusto alla pagina successiva, la definisce subito con chiarezza un tempo ‘per rimettere  Dio al centro della nostra vita’. Il messaggio poi si articola secondo tre parole chiave ‘Ascoltare’, ‘Digiunare’ e ‘Insieme’. 

In tale ottica la conversione non può che aprirsi all’ascolto della Parola di Dio nelle diverse occasioni di celebrazioni liturgiche che, come sempre, anche nella comunità pastorale cittadina in tutte le sue articolazioni parrocchiali e non solo,  saranno numerose e frequenti in queste prossime settimane. Ma, aggiunge il papa, l’ascolto deve essere anche quello della realtà laddove presenta situazioni di povertà, sofferenza e ingiustizia. E’ evidente il richiamo alla carità, proposta anche con iniziative particolari (la carità di Quaresima per l’oratorio di Palmeiropolis in Brasile) senza trascurare le situazioni di difficoltà quotidiane e più prossime e che la comunità cristiana prima che pastorale, affronta con la ‘sua’ realtà a ciò dedicata, la Casa della Carità papa Francesco. 

Papa Leone introduce poi il richiamo al digiuno che ritiene necessario nel cammino di conversione per accogliere meglio la Parola di Dio ma anche a renderla concreta nel mantenere ‘vigile’ la fame e la sete di giustizia, rinunciando alla rassegnazione e invece alimentandola con la preghiera ma anche con la responsabilità vero il prossimo.

Ma ancora più forte è il richiamo al digiuno come astensione dalle parole che colpiscono e feriscono chi in primo luogo ci sta attorno.

“Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”. 

Parole chiarissime quelle del papa se soltanto pensiamo a quanto si legge, e si scrive, ogni giorno sui social, ma anche si dice e si mormora nelle conversazioni al bar piuttosto che al lavoro, a scuola, anche nelle riunioni di gruppi e associazioni,  in tutti i settori e occasioni, anche nel nostro mondo cattolico locale, nella nostra comunità cristiana, prima che pastorale.

E proprio alla comunità in quanto tale si rivolge il pensiero conclusivo di Leone a proposito dell’“insieme”. Vivere la Quaresima per conto proprio, o anche solo nel proprio gruppo o gruppetto, nella ‘comfort zone’ insomma, ha poco senso perchè la conversione riguarda anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di leggere la realtà che ci circonda da vicino. La Quaresima insomma è un percorso condiviso “nel quale - scrive sempre il papa - l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno (anche quello delle parole a vanvera, ndr.) sostenga un pentimento reale”.

Sotto questo profilo come detto le proposte e le occasioni per dare un senso alla Quaresima non mancano.

Seguendo un filo logico e poichè nel bel mezzo della Quaresima ci sarà anche il referendum sulla giustizia al quale siamo chiamati a partecipare, liberamente e ovviamente, in quanto cittadini, vale la pena ricordare la Cei, ovvero i vescovi italiani, «ha espresso un forte invito alla partecipazione, sollecitando una corretta informazione per una scelta consapevole e sempre nel segno del bene comune”. Senza dunque entrare nel merito della questione, che è lasciato alla libertà, alla scelta, di ciascuno. Ciò perchè è evidente che tra i cattolici ci sono punti di vista diversi al riguardo, come documentato anche  su questo numero.                                       

Luigi Losa