Al Ceredo la messa per educatori, catechisti, allenatori

Lo scorso venerdì 30 gennaio, con un giorno di anticipo rispetto alla memoria liturgica di S. Giovanni Bosco per via del sabato prefestivo, presso la chiesa del Ceredo è stata celebrata la messa alla presenza di educatori, catechisti, allenatori per ricordare la figura di questo grande santo.


La celebrazione eucaristica, presieduta da don Marco Fusi responsabile della pastorale giovanile diocesana e concelebrata da mons. Bruno Molinari e dai vicari parrocchiali, è stata animata dal coro dei giovani “Voci di luce”.


All’omelia il celebrante ha ricordato la figura di S. Giovanni Bosco come padre dei giovani, soprattutto degli ultimi, accompagnando i ragazzi affidatigli con tutte le sue forze, fino all’ultimo respiro e coinvolgendo la mamma Margherita, perché i ragazzi potessero trovare un clima familiare. 


La paternità di S. Giovanni Bosco - ha sottolineato il celebrante - invita gli adulti ad accompagnare la crescita dei ragazzi come padri e madri che riflettono l’amore di Dio Padre.


Questo santo ha lasciato un modello, uno stile per gli oratori. Al centro della vita dell’oratorio sta infatti ogni ragazzo col suo nome, la sua storia e originalità; ad ogni educatore il compito di costruire un ponte, entrare in relazione con ciascuno cogliendone le capacità, i talenti. 


Nelle nostre comunità ogni giovane deve sentirsi non solo accolto e aiutato, ma deve imbattersi e incontrare l’annuncio di Gesù. 


Un terzo motivo rende don Bosco attuale in questi tempi di violenza diffusa tra i ragazzi: il suo metodo preventivo, originato da un sogno, basato sull’amorevolezza, l’ascolto, la vicinanza per trovare in ogni ragazzo il punto accessibile al bene. Come lui dobbiamo avere il coraggio di dare fiducia ai giovani, puntando sulle loro qualità e risorse e aiutandoli a scoprire il sogno che riempia di bene e bellezza la loro vita.


M.R.P.