Messa dell’arcivescovo nel santuario di Santa Valeria la sera di lunedì 9 marzo
L’arcivescovo Mario Delpini, alla ventitreesima visita in città, di cui tre da vicario generale, lunedì 9 marzo, alle 21, ha concelebrato nel santuario di Santa Valeria, una messa riservata alle comunità della Brianza di Comunione e Liberazione. Era la seconda volta che Delpini concretizzava con la sua presenza la richiesta, la prima volta la celebrazione era avvenuta il 6 maggio 2022, sempre nel santuario cittadino.
All’altare con l’arcivescovo, monsignor Bruno Molinari, il decano di Seregno-Seveso don Fabio Viscardi, e i sacerdoti: Alessandro Colombo, Giacomo Prandi, Roberto Colombo, Giovanni Gola, Walter Gheno con il diacono Pietro Longoni.
Durante l’omelia, l’arcivescovo ha messo in guardia dal rischio di inaridimento della preghiera, se intesa come puro adempimento di un dovere, ricordando le parole di Gesù rivolte agli apostoli:
“Avete bisogno che io vi insegni a pregare”.
Questo, dunque, il nodo di fondo del suo messaggio: la preghiera come strumento potentissimo di conversione a Cristo e di cambiamento del cuore di ciascuno e del mondo intero, di cui ancora siamo chiamati a scoprire il valore.
In particolare, mons. Delpini si è soffermato sul fatto che il Signore è già presente, si ricorda di ciascuno di noi, conosce ogni cuore, e prima ancora che noi lo invochiamo Lui viene in nostro soccorso, secondo il Suo disegno e non il nostro.
“Quando pregate, dite così: Padre nostro”.
Questo è l’essenziale dell’insegnamento di Gesù, ha ricordato ancora l‘arcivescovo, in quanto è così che siamo condotti dal Figlio a conoscere chi è il Dio che preghiamo, e per questo possiamo chiamarlo Padre.
Da ultimo, ha ricordato la cifra ultima di ogni rapporto illuminato dalla preghiera, ossia il perdono.
Al termine, dall’ambone, Alberto Conti, responsabile della comunità seregnese di Cl, ha rivolto parole di ringraziamento all’arcivescovo per la sua presenza. E ha ricordato e ringraziato per l’annuncio dello stesso Delpini in Duomo, al termine della messa di suffragio nell’anniversario della scomparsa (il 19 febbraio), che il 14 maggio nella Basilica di Sant’Ambrogio si concluderà la fase diocesana per la beatificazione di don Luigi Giussani, che nella sua vita e nel suo ministero ha indicato quali frutti possa avere l’intero amore per Dio. Al contempo sempre l’arcivescovo ha avviato ufficialmente, il 7 marzo scorso, la fase diocesana del processo circa la vita, le virtù e la fama di santità del 17enne Marco Gallo, nato a Chiavari e residente a Monza, deceduto in un incidente stradale nel 2011 a Sovico mentre si recava a scuola al Don Gnocchi di Carate B., legato a Comunione e Liberazione.