Torna in Basilica San Giuseppe per la festa patronale
“Ricordo sempre con senso di gratitudine la mia parrocchia di San Giuseppe in cui sono nato il 15 marzo del 1957 e battezzato da don Luigi Fari il 19, proprio nel giorno della festa del patrono. Ho imparato tanto, soprattutto frequentando il San Rocco e l’intera comunità parrocchiale, con il prevosto di allora, monsignor Luigi Gandini, come chierichetto e poi come animatore dell’oratorio. Ricordo don Ferdy Mazzoleni in oratorio da ragazzo, don Armando Cattaneo quando ero adolescente e poi don Pino Caimi, con don Giuseppe Busnelli e don Luigi Schiatti nel servizio di parrocchia.
Provo una grande riconoscenza per aver sperimentato la bellezza di una vita spesa per il Signore e per gli altri. Questa realtà la si è vissuta tra noi giovani in oratorio con tanta amicizia e tanta carità.
È stata un’esperienza significativa non solo religiosa ma anche umana. La vita cristiana riempie ogni aspetto della vita umana e le dona pienezza, gioia, servizio. Noi tutti siamo chiamati a continuare dove viviamo queste caratteristiche. Il Signore accompagni tutti nel nostro cammino e continui a donare ai giovani energia, coraggio per scelte definitive e grandi. Grazie a tutti. Vi chiedo una preghiera!”
Con questi pensieri don Adelio Molteni torna in Basilica per la celebrazione del suo quarantacinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale, nel giorno della festa patronale di San Giuseppe, domenica 22 marzo presiedendo la messa delle 10,15.
Ordinato il 13 giugno 1981 dal cardinal Carlo Maria Martini in Duomo a Milano, don Adelio viene scelto per il suo primo servizio alla comunità di Limbiate San Giorgio, sino al 1997: un’esperienza unica per molti anni in oratorio e fra la gente.
Successivamente è nominato parroco dei SS. Donato e Carpoforo in Novedrate, dal 1998 al 2007, primo periodo molto significativo per la responsabilità di guidare la comunità parrocchiale.
Segue poi il trasferimento disposto dall’arcivescovo Dionigi Tettamanzi come parroco e quindi come vicario a Desio San Pio X negli anni dal 2008 al 2016, un’esperienza di comunità pastorale con il prevosto monsignor Elio Burlon.
L’arcivescovo, card. Angelo Scola destina successivamente don Adelio come parroco della comunità pastorale “Madonna del Carmine”, che comprende Carnate, Usmate-Velate e Ronco Briantino: esperienza che vede don Adelio impegnato dal 2016 fino allo scorso anno, quando, il 5 settembre 2025, l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, “…ritenendo che la Sua disponibilità ad aderire a questo progetto di pastorale di insieme e le Sue doti umane e sacerdotali La rendono idonea a guidare la suddetta Comunità Pastorale…”, lo nomina parroco della comunità pastorale “Santissimo nome di Maria” in Barzanò, costituita dalle parrocchie San Vito Martire di Barzanò, Santi Sisinio, Martirio e Alessandro in Cremella e Santi Nabore e Felice in Sirtori, e dove ha fatto il suo ingresso lo scorso 11 ottobre.
E subito il pensiero corre a qualche decennio indietro, quando parroco a Barzanò, nel 1973, era stato nominato don Giuliano Sala, che proveniva dall’allora Collegiata san Giuseppe di Seregno, e che ora riposa nel cimitero principale della città, nel campo che accoglie sacerdoti nativi o che hanno servito con zelo pastorale e grande umanità le parrocchie della città.
Don Adelio, dunque, dopo tanti anni raccoglie l’eredità di don Giuliano e dei suoi successori, rafforzando un legame spirituale che corre in Brianza: l’intera comunità gli assicura la sua preghiera che sarà sicuramente ricambiata e, mentre con lui ringrazia il Signore per la sua vocazione sacerdotale, non può che porgergli con simpatia gli auguri da parte di tutti quelli che lo ricordano ancora gioioso animatore del san Rocco.