Erano 570 tra ragazze/i, genitori, catechiste i seregnesi presenti

Tra i 45000  presenti sugli spalti dello Stadio Meazza domenica 29 marzo c’erano 570 concittadini, di cui 216 cresimandi, accompagnati da genitori, catechisti, madrine o padrini, tutti convenuti a San Siro per il tradizionale incontro dell’arcivescovo Mario Delpini con i ragazzi e le ragazze che nel corso dell’anno riceveranno il sacramento della Cresima.


«Il “tempio del calcio” - commenta Antonella Vinci, catechista al San Rocco - ha cambiato volto per un pomeriggio, trasformandosi in un oceano di colori e canti; anche i nostri cresimandi erano pronti a incontrare l’arcivescovo. Al loro fianco, genitori e catechiste hanno condiviso l’emozione di un evento che ogni anno rinnova la bellezza della comunità».


Quello di San Siro è un appuntamento che fa parlare di sé per i numeri dei partecipanti, ma soprattutto per il valore e il significato che mette in campo. Una chiesa “giovane”, “giovanissima” che si raccoglie attorno al suo vescovo e sperimenta per la prima volta l’esperienza di essere Chiesa insieme a tantissimi coetanei, che esprime la sua gioia di essere alla tavola della festa - questo il tema dell’incontro - con i canti, i colori, le scenografie, ma sa anche raccogliersi in ascolto e in preghiera.  


«Sotto lo sguardo del Vescovo - testimonia la catechista - il dialogo si è acceso sui sette doni dello Spirito Santo, quella “marcia in più” che i ragazzi riceveranno nella Cresima di ottobre. Tra coreografie e momenti di silenzio orante, l’invito è stato chiaro: abitare il mondo con coraggio e gioia». 

Ai genitori l’arcivescovo ha raccomandato di essere sempre lieti nel Signore, spronando i figli a sperare nella gioia grazie alla loro testimonianza. «Siate lieti voi per primi e la gioia riempirà la vostra casa» è stata la sua esortazione. Ai ragazzi mons. Delpini ha rivolto un invito al servizio:

«Siate pronti a servire: radicatevi in Gesù per affrontare le difficoltà della vita».

E ha esortato i catechisti a «insegnare a pregare, a stare davanti a Gesù, a fissare lo sguardo su di lui».  


M.R.P.