Il gruppo degli adolescenti della città a Roma con ragazze/i della diocesi

Insieme all’arcivescovo mons. Mario Delpini e a 4000 ragazze/i, al pellegrinaggio diocesano a Roma era presente anche un gruppo di adolescenti della comunità pastorale cittadina. Insieme hanno vissuto un tempo prezioso e intenso, arricchito dal gesto della professione di fede che apre le porte al servizio in oratorio.


«Lunedì 6 aprile - racconta Chiara Valerio, educatrice al San Rocco - siamo partiti con 32 ragazzi di terza media e prima superiore in pellegrinaggio diocesano verso Roma. Nel corso dei tre giorni abbiamo visitato alcuni dei luoghi più importanti della città e abbiamo vissuto diverse esperienze forti. Lunedì abbiamo visitato e celebrato la messa nelle catacombe di santa Domitilla, simbolo della forte fede dei primi cristiani. 


Invece, il martedì abbiamo visitato e partecipato a forti esperienze nelle due basiliche maggiori di  san Pietro e san Paolo, ricordando gli apostoli a cui sono dedicate. Molto significativa per i ragazzi è stata la messa nella basilica di san Pietro, presieduta dall’arcivescovo Mario, alla quale hanno partecipato tutti i preadolescenti della diocesi». 


Nell’omelia mons. Delpini ha indicato ai ragazzi tre passi per farsi avanti in un mondo sbagliato: «Prega, cioè incontra Gesù e accetta la sua proposta di essere tuo amico: tu non sei sbagliato, ma sei chiamato. Sorridi, cioè diffondi la gioia in casa tua e dappertutto: la tua famiglia, la tua compagnia non è sbagliata, ha bisogno di gioia. Aiuta, cioè impegna il tuo tempo, impegna i tuoi talenti, metti a frutto la tua voglia di amicizia e la tua capacità di aprire la porta a nuovi incontri: il mondo è sbagliato, ma aspetta chi lo corregga».


«Nel pomeriggio di martedì - conclude l’educatrice - ci siamo diretti alla basilica di san Paolo fuori le mura, dove abbiamo svolto il rito simbolico della professione di fede, recitando tutti insieme la preghiera del Credo all’interno della meravigliosa basilica».


Particolarmente significativo è stato l’incontro con papa Leone XIV durante l’udienza generale del mercoledì in Piazza san Pietro, gremita di fedeli e animata dalla presenza di tanti ragazzi.


«Mercoledì - commenta Valeria Cattaneo, educatrice a santa Valeria - siamo stati all’udienza di papa Leone con i preado del nostro oratorio. Il papa, citando la ‘Lumen Gentium’, ci ha spiegato che la santità non è un privilegio per pochi eletti, ma una vocazione per tutti: non servono gesti eroici, basta vivere bene l’ordinario nella carità. Per i ragazzi è stato un messaggio forte: la fede non è un peso, ma un cammino quotidiano fatto di piccoli gesti. Anche i voti di povertà, obbedienza e castità sono stati descritti non come divieti, ma come doni per liberare il cuore. Torniamo a casa - sottolinea - con un’idea diversa: la santità non è un traguardo lontano, ma la sfida di restare umani e accesi, mettendoci in gioco ogni giorno con gioia».


Mariarosa Pontiggia