Giorgio Vago responsabile della sala di comunità “La Campanella”
“Don Bruno è rimasto nel cuore di tutti, a Bovisio Masciago, e io sono stato molto fortunato ad aver collaborato con lui”.
Giorgio Vago, 65 anni, dirigente ora in pensione, ricorda con grande affetto la sua esperienza al fianco di mons. Molinari, dal 1995 al 2005.
“Dopo la sua esperienza ad Albiate, don Bruno è arrivato a Bovisio per prendere il posto, dopo 24 anni, del parroco precedente; ha dimostrato grande capacità ad entrare subito nella vita del paese, come se ci fosse nato, cercando subito uno stretto contatto con i suoi nuovi parrocchiani, imparando a conoscere e facendo sue le nostre tradizioni, valorizzando la nostra storia.
In quegli anni, in cui si costituiva la nostra comunità pastorale, ero responsabile della sala della comunità, e mi ritengo fortunato ad averlo conosciuto ad un’età in cui ho potuto collaborare con lui in maniera molto attiva. Ho tantissimi ricordi del lavoro fatto con lui: insieme abbiamo fondato il gruppo culturale, perché era nata questa esigenza dal punto di vista parrocchiale.
Mi piace ricordare l’impegno a pubblicare “i libri dell’insieme”, volumetti dedicati a storie e realtà della comunità come la figura di Anselmo IV. Proprio alla prestigiosa figura di questo arcivescovo nativo di Bovisio, su idea di don Bruno, nel 2001 siamo riusciti a organizzare una rievocazione storica con il coinvolgimento di 400 persone, a cui è seguita nel 2004 quella su san Pancrazio, patrono della città. Fu un impegno molto importante per me ancora giovane, con il coinvolgimento di così tante persone, compresa la compagnia teatrale dialettale che avevo fondato da ragazzo; avere la responsabilità di attuare, concretizzare la sua idea mi ha dato grande fiducia nelle mie capacità”.
Questa attenzione alla storia del paese e alle sue tradizioni è sempre stata affiancata all’attività pastorale e di cura della parrocchia.
“Don Bruno per tanti, pur essendo passati 20 anni, è ancora l’ultimo parroco di Bovisio, anche se finalmente ora abbiamo un parroco degno di essere il suo successore. In consiglio pastorale portava le sue proposte senza mai imporsi ma piuttosto condividendo e discutendo con tutti. Devo dire però - continua Giorgio Vago - che i suoi progetti erano sempre “completi” ed “esaustivi” non c’era nulla da modificare, aggiungere, togliere. Erano perfetti, aveva già previsto tutto.
È stato per noi anche un pastore attento e vicino; come probabilmente sapete ha il dono della disponibilità all’ascolto, e lo dimostrava con la pastorale della piazza, come la chiamo io: alla fine della messa cercava di salutare più persone possibili e di “stare in mezzo” per incontrare la sua comunità. Ha mostrato, durante in tutti gli anni con noi, attenzione agli ammalati, ai giovani, alle tradizioni che ha trovato, con grande sensibilità.
Sotto il suo mandato abbiamo avuto anche la beatificazione di padre Luigi Maria Monti, ottenuta nel 2003 con tanto impegno da parte sua, e forse non è un caso che la festa liturgica cada il 22 settembre, giorno del compleanno di don Bruno.”
“Nella mia vita lavorativa - conclude Vago - ho fatto diversi corsi di management, durante i quali spesso chiedevano di pensare ad una persona che ha lasciato un segno, con idee innovative e positive: a me veniva sempre in mente don Bruno!”