Al Lazzaretto conferenza con mons. Flavio Pace segretario per l’unità dei cristiani
Lo scorso venerdì 12 giugno la parrocchia della Beata Vergine Addolorata al Lazzaretto, ha ospitato mons. Flavio Pace per una conferenza sul tema: “Ex Oriente lux. Chiese in Oriente, Chiese d’Oriente”.
Il vescovo mons. Pace, segretario del dicastero per la Promozione dell’unità dei cristiani e compagno di seminario di don Michele Somaschini, era reduce da Barcellona dove ha partecipato all’incontro dei vescovi del Mediterraneo.
Ultimo in ordine di tempo, di un percorso iniziato a Bari nel 2020 su indicazione del cardinal Gualtiero Bassetti. Il porporato, allora presidente della CEI, sulla scorta delle indicazioni di Giorgio La Pira ad avere sempre uno sguardo aperto sul Mediterraneo, aveva dato vita a un cammino di incontri fra vescovi dapprima appunto a Bari, poi a Firenze, Marsiglia, Tirana e quindi a Barcellona.
Quest’ultimo è avvenuto in concomitanza all’arrivo di papa Leone XIV per l’inaugurazione della Torre di Cristo nella Sagrada Famiglia.
La conferenza sulle chiese d’oriente è stata organizzata dall’Ordine del Santo Sepolcro e, collegandosi al servizio dei cavalieri e delle dame dell’Ordine, mons. Pace ha fatto riferimento al Patriarcato Latino, che abbraccia al suo interno, non soltanto Gerusalemme come città con al cuore la cattedrale che è il Santo Sepolcro, ma un territorio molto più ampio.
Possiamo provare a condensare il contenuto di questa interessante conferenza focalizzando alcuni punti principali.
Parlare di Chiesa universale a Gerusalemme è giusto, perché si ha un respiro di ciò che è l’identità della Chiesa, ma è necessario riconoscere che c’è un eco plurale di chiese che respirano insieme pur con diverse tradizioni, diversi percorsi e diverse storie. Lo stesso Santo Sepolcro è la cattedrale di una diocesi patriarcale che già da sola abbraccia quattro Paesi: Cipro, Giordania, Palestina e Israele.
Nella cattedrale del Santo Sepolcro ci sono però anche i greco-ortodossi, gli armeni, i copti, ognuno con i suoi spazi e suoi orari secondo lo “status quo”.
Nella Città Santa, “mentre si trovavano tutti insieme nello stesso luogo, lo Spirito Santo scese su Maria e i discepoli”, di lì il buon annuncio si irradiò nel mondo. La Chiesa madre era, è e resta Gerusalemme.
Il Vangelo non va portato in oriente, perché è dall’oriente che è giunto a noi. La Chiesa è partita da Gerusalemme, per poi diffondersi ad Antiochia, Alessandria, Costantinopoli e Roma.
Ex oriente lux, la luce dall’oriente. Anche il rito ambrosiano custodisce nelle lodi mattutine, precisamente nel Cantico di Zaccaria, il riferimento a “un sole che sorge da Oriente”.
Tutte le chiese sono chiamate a guardare ad oriente, perché il termine ultimo della nostra fede è Gesù Cristo.
Tutti noi siamo chiamati a tornare a Gerusalemme che è nostra madre, anche se è una mamma faticosa. Siamo tutti diversi, sarebbe più facile se la vedessimo tutti allo stesso modo, ma dobbiamo pensare che Gesù ha scelto dodici apostoli, ciascuno diverso dall’altro, con ogni testa diversa dall’altra, ogni cuore diverso dall’altro, però ciò che custodiva il collegio apostolico era l’unità intorno a Cristo che lo aveva chiamato e inviato.
Al termine della serata mons. Pace ha sottolineato l’importanza di Gerusalemme 2033, anno che segnerà il duemillesimo anniversario della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo.
Per questa data storica, la Chiesa cattolica e diverse confessioni cristiane stanno già organizzando il grande Giubileo della Redenzione, che culminerà in un grande pellegrinaggio ed evento ecumenico a Gerusalemme. L’obiettivo è riunire a Gerusalemme i leader di tutte le confessioni cristiane per celebrare la fede comune e promuovere la pace.
Il cammino di preparazione è già iniziato a livello globale con l’obiettivo di prepararsi spiritualmente e unire i fedeli.
Ci si augura infine di tutto cuore che ciò avvenga, perché vorrà dire che un po’ di pace sarà tornata in quell’angolo di Oriente tanto martoriato come le notizie di tutti i giorni ci ricordano.