Il 29 luglio Delpini compirà 75 anni ma resta ancora alla guida della diocesi
D’accordo che non è più l’agosto di un tempo, paesi fantasma e tutti in vacanza. Ma ancor oggi, anzi magari di più a causa del gran caldo, il centro dell’estate induce alla rilassatezza e alla rarefazione degli impegni. Non così per la diocesi di Milano, a partire dal suo capo, l’arcivescovo. Il 29 luglio mons. Mario Delpini compie 75 anni; compleanno importante, soprattutto per un ecclesiastico visto che coincide col suo “pensionamento”. Papa Leone XIV all’inizio del suo pontificato ha ribadito l’invito ai vescovi a presentare la rinuncia al compimento dei 75 anni, prevedendo una proroga di uno o due anni solo per chi è cardinale.
A dire il vero Delpini si era mosso per tempo, ed il 12 gennaio era stato ricevuto in udienza dal Santo Padre. La quasi coincidenza con il suo compleanno e l’inizio di un nuovo anno pastorale, come sempre l’8 settembre, avrebbe potuto favorire un passaggio di consegne quasi istantaneo: rinuncia fine luglio, ingresso del nuovo arcivescovo non troppo oltre l’inizio dell’anno pastorale. Ed in mezzo l’agosto. Ma il papa ha deciso di non aver fretta, confermando che dopo la rinuncia ci sarà modo per Delpini di lavorare ancora per qualche tempo in attesa del suo successore.
L’arcivescovo ha dunque rimesso in moto la sua agenda, fissando già alcuni appuntamenti per la ripresa dell’attività dopo il suo viaggio “missionario” che a luglio lo porterà questa volta in visita ai sacerdoti fidei donum in Brasile, ed in particolare alla diocesi di Macapà. Poi a settembre si andrà avanti normalmente.
Inderogabile allora la presentazione della Proposta pastorale per l’anno 2026-2027: “Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro - Lo stile sinodale per la missione di irradiare la gioia cristiana”, è il titolo della proposta presentata nell’ultima riunione con i decani a Seveso ed in distribuzione dal 23 giugno.
La decima ‘lettera pastorale’ si pone in continuità con quella dello scorso anno (“Tra voi però non sia così”) e prosegue la ricezione del sinodo sulla sinodalità, con l’applicazione missionaria che ne consegue. La proposta pastorale 2026-2027 dell’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, invita la Chiesa ambrosiana a riscoprire la gioia cristiana come motore della missione. Ispirandosi all’Innominato dei Promessi Sposi, il testo propone uno stile sinodale fondato su ascolto, corresponsabilità e partecipazione. L’obiettivo è costruire comunità aperte, capaci di testimoniare il Vangelo nella società, valorizzando il dialogo, l’accoglienza e l’impegno verso i più fragili. La missione non consiste nel “fare di più”, ma nell’essere segni credibili di speranza, fraternità e servizio.