L’intervento del prevosto alla presentazione dei dati sui primi 5 anni di attività

“Il bilancio è estremamente positivo a partire dalla collaborazione nata tra le Caritas parrocchiali che operavano in precedenza e che ha dato vita, per una precisa scelta dell’intera comunità pastorale, ad un’attività che opera a largo raggio, è conosciuta da tutta la città e non soltanto, nella linea di una Chiesa attenta alla povertà e alle difficoltà delle persone”. 


Così mons. Bruno Molinari, parroco della comunità pastorale San Giovanni Paolo II e presidente della Casa della Carità, ha commentato i risultati dei primi cinque anni di attività della struttura di via Alfieri 8, durante la conferenza stampa dello scorso mercoledì 15 aprile. Una data prossima al 26 aprile, quando con l’apertura della mensa sono iniziate le molteplici attività (i dati sono stati pubblicati sul numero scorso), ma anche all’anniversario della scomparsa di papa Francesco a cui è stata intitolata all’indomani del 21 aprile giorno della sua morte.


“La Casa della Carità – ha ripreso don Bruno – è l’espressione più autentica di una Chiesa che si educa e che cerca di educare alla carità secondo il Vangelo. Quel che è sorprendente è la crescita che è avvenuta in cinque anni, sia dei servizi offerti dalla struttura ma anche, in termini non soltanto numerici, dei volontari che vi operano. E l’averla dedicata giusto un anno fa, proprio all’indomani della sua scomparsa, a papa Francesco è stata una precisa volontà di rispondere al suo desiderio di una Chiesa al servizio dei poveri”.
“Alla Casa della Carità – ha sottolineato a sua volta Gabriele Moretto, uno dei fondatori e quindi direttore della struttura -  non arrivano solo persone senza dimora, ma anche famiglie e persone comuni che si ritrovano in difficoltà. Spesso chi arriva qui non ha una rete che possa aiutarlo, noi cerchiamo di offrire un primo sostegno concreto. Dall’inizio delle attività abbiamo visto un’inversione significativa, all’inizio la percentuale di stranieri era molto più alta, mentre oggi cresce quella degli italiani. Sono aumentate le richieste di sostegno alimentare da parte di famiglie che, pur lavorando, non riescono ad arrivare a fine mese. Un tempo il problema si manifestava soprattutto nella quarta settimana del mese; oggi si comincia a parlarne già nella terza. Il caro affitti sta incidendo moltissimo”. 
“Come amministrazione comunale abbiamo cercato di fare la nostra parte — ha dichiarato dal canto suo Laura Capelli, assessore alle politiche sociali —, sia dal punto di vista del sostegno sia da quello della collaborazione, che continua ormai da anni. La Casa della Carità è ormai un punto di riferimento importante anche per le nostre politiche sociali”. 

E il sindaco Alberto Rossi in un post su Facebook ha così ricordato l’anniversario:

“Oggi la Casa della Carità è molto più di un servizio. È un luogo in cui ogni giorno si incrociano bisogni e risposte: pasti, accoglienza notturna, ascolto, aiuto alle famiglie, scuola di italiano, sostegno ai bambini, servizi di base. Un lavoro quotidiano, concreto, che spesso non si vede ma tiene insieme pezzi importanti della nostra comunità, in quello che ho spesso chiamato il quartiere della solidarietà.
Dietro tutto questo ci sono oltre 200 volontari. Persone che dedicano tempo, energie, attenzione. Senza di loro nulla di tutto questo esisterebbe e a loro voglio dire il grazie di tutta la nostra città. 
In questi anni la Casa è stata un punto di riferimento anche nei momenti più difficili: durante il Covid, nell’accoglienza dei profughi, e ogni giorno nel rispondere a fragilità che non fanno rumore ma ci sono.
Come Comune abbiamo lavorato insieme e abbiamo voluto sostenere questo luogo, sapendo che le politiche sociali funzionano davvero quando si fa rete, specialmente quando s’incontrano realtà così”.


Lo scorso sabato 9 maggio un buon numero di volontari ha poi partecipato all’incontro di formazione guidato da Ilaria Folci pedagogista dell’Università Cattolica mentre lunedì sera nel cortile di Casa della Carità si è rinnovato l’annuale incontro mariano di preghiera con la recita del rosario animato.