Il 14 giugno festeggerà i cinquant’anni di ordinazione sacerdotale

Nella vita, come nella storia, ci sono i famosi ‘tornanti’,  svolte di un percorso che ne mutano la direzione, spesso annunciati, talvolta imprevisti.

È quello che è accaduto lo scorso fine settimana in città, e nella fattispecie nella comunità cristiana, da 12 anni riunita nella comunità pastorale. Mentre ci si preparava a ricordare e festeggiare i 50 anni di sacerdozio di mons. Bruno Molinari, parroco dal 2014 della comunità pastorale san Giovanni Paolo II e dal 2012 prevosto della città, è stato comunicato il nome del suo successore, don Luca Violoni, attualmente prevosto di san Giuliano Milanese e parimenti parroco di quella comunità pastorale intitolata a san Paolo VI, un altro pontefice.

Una svolta, un ‘tornante’, se non annunciato quantomeno prevedibile e atteso, in primis da don Bruno che, raggiunto il limite dei 75 anni, lo scorso anno aveva presentato le sue dimissioni all’arcivescovo Mario Delpini e da questi era stato confermato alla guida della comunità pastorale, non più come parroco ma come amministratore parrocchiale, in attesa appunto della nomina del suo successore.

Il ricordo e la celebrazione del 50° di ordinazione sacerdotale di don Bruno Molinari il 12 giugno del 1976 si vengono così a sovrapporre alla conclusione del suo ministero pastorale a Seregno e al suo conseguente congedo.

Per i saluti e i ringraziamenti ci sarà tempo e luogo e modo al momento passaggio di consegne con don Luca Violoni. Sarà un cambio di ‘testimone’, giacché il prevosto di una città, il parroco di una comunità è anzitutto un ‘testimone’  che annuncia il Vangelo, la presenza di Gesù Cristo tra noi, qui e ora, e sempre. Così è avvenuto per mons. Bruno Molinari il 7 ottobre del 2012 quando fece il suo ingresso, ufficiale in città subentrando a mons. Silvano Motta (anche in quel caso l’annuncio della nomina del nuovo prevosto venne dato mesi prima, il 28 aprile).

Il 14 giugno prossimo intanto la comunità intera è chiamata a stringersi attorno a don Bruno, nel giorno in cui ricorda il primo ‘tornante’ della sua vita, l’ordinazione sacerdotale. Ne sarebbero seguiti altri nel suo cammino al servizio del Signore e della Chiesa, da Albiate a Bovisio M. a Lecco per arrivare infine a Seregno.

Dove ha voluto, guidato e sostenuto una svolta ‘storica’ con la nascita, il 13 settembre del 2014 alla presenza dell’allora arcivescovo il card. Angelo Scola, della comunità pastorale san Giovanni Paolo II. Un ‘tornante’ non facile, complesso ma che ha costituito l’inizio di un cammino, della strada della comunione tra tutti i cristiani di Seregno.

Don Bruno lo ha fatto da pastore, da Buon Pastore (come nell’immagine di Gesù con l’agnello sulle spalle), affrontando anche passaggi ‘dolorosi’, come è di alcuni ‘tornanti’ della vita. Di questo non si può non essergli grati e riconoscenti.

Luigi Losa



Concerto del “Grazie” per il 50° di sacerdozio di Mons. Bruno Molinari

Sabato 13 giugno alle ore 21 nella Basilica San Giuseppe di Seregno

Nell’ambito dei festeggiamenti per il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di Mons. Bruno Molinari, sabato 13 giugno alle ore 21 la Basilica San Giuseppe di Seregno ospiterà il tradizionale “Concerto del Grazie”. Protagonisti della serata saranno la Filarmonica Ettore Pozzoli di Seregno e l’Accademia Corale di Lecco, dirette dal Maestro Antonio Scaioli. In programma musiche di Antonio Vivaldi e Baldassare Galuppi. Ingresso libero.

Mons. Bruno Molinari celebra il 50° di ordinazione sacerdotale: la comunità pastorale in festa

Tre giorni di preghiera, gratitudine e fraternità attorno al prevosto della città

La comunità pastorale si prepara a vivere tre intense giornate di festa per il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di mons. Bruno Molinari. Dal 12 al 14 giugno sono previsti momenti di preghiera, celebrazioni solenni, incontri con i ragazzi degli oratori estivi, il concerto del “Grazie”, il pranzo comunitario e la processione eucaristica. Un’occasione per ringraziare il Signore del dono della vocazione sacerdotale e stringersi con affetto attorno al proprio pastore.